La prima primula di primavera

Succede ogni anno, in un posto diverso, su una stradina sperduta che non passano mai le macchina ma che a me piace fare oppure sulla strada per salire alla mia vecchia casa.

Quest’anno è capitato una domanica mattina di sole di metà gennaio, risalendo una vecchia mulattiera in mezzo ad un bosco. Due passi prima di un fienile.

Cosa ci faccia un fienile in mezzo ad un bosco è difficile da capire se non si è da qui… Per secoli la nostra gente ha strappato prati e terra da coltivare ai boschi per sopravvivere. Vedi le foto di inizio secolo del paese e ci sono molto più boschi di oggi.

Poi sul più bello stop, finito tutto: è cambiato il mondo, non si vive più del campo e della vacca,  il bosco in un attimo si mangia i prati e i campi.

“Qua segavamo, mi ricordo” mi diceva 20 anni fa mio nonno in due o tre posti.

“Là in fondo, dove ci sono i fagari grandi così, c’era un vegnale e si faceva il vigno con l’uva che cresceva laggù sul Brontale” mi raccontava mia nonna. Ora giù nel Brontale è impensabile ci fosse un vigneto: si va solo per legna.

Ora passo anch’io in un paio di posti e penso “Ma le prime volte che passavo di qui c’era tutta erba” o addirittura ricordo un vecchietto con la falce in mano dove ora c’è, appunto, un bosco.

Ecco allora che quel fienile ha il suo senso, non è una follia umana e così altri su per lo Spitz, appena sopra le Fonti. E ormai anche la mia baita fra qualche anno, quando gli zii anziani non potranno più segare, farà quella fine.

Comunque lì sotto, di fianco ad una fessura di roccia scavata da un rivolte d’acqua così insignificante che ti chiedi come sia mai riuscito a crearla, c’era la prima primula del 2011.

Inconfondibile nel suo scialbo color giallo che solo le primule selvatiche possono avere, con un verde smorto delle foglie e un fiore piccolino. Se guardo qua le primule di mia mamma, grandi, appariscenti, brillanti, pare quasi insignificante.

Eppure è il primo segno che la stagione è in crescere e basta in calare, più del cambio del calendario, più dell’allungarsi delle giornate che mi ritrovo a pensare che è primavera. Vabbè, la giornata di sole caldo (per essere gennaio) un po’ è complice in tal senso, fa ancora tempo a nevicare (ed in effetti nel frattempo è nevicato). Ma quella primula è il segnale che la natura si sta risvegliando e sta riprendendo il suo corso verso una nuova primavera e una nuova estate, che ormai non manca più tanto ad una nuova esplosione di colori, di profumi e di vita.

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