Oggi è il 25 aprile e ne ho sentite tante.
Che la Resistenza è servita a niente e la Liberazione non è una vera festa perchè ci hanno liberato gli Alleati, fino a che i partigiani erano tutti eroi giovani e belli.
A casa mia di partigiani veri e propri non ce ne sono stati. Mio nonno era renitente alla leva di Salò, ma di divise e fascisti ne aveva già avuto abbastanza e si nascose sul nel “buso” in mezzo al bosco andando a lavorare nei campi di giorno, per aiutare il padre a mantenere i 4 fratelli minori.
Il fratello di mia nonna era prigioniero in Germania e quasi niente abbiamo saputo del periodo in campo di concentramento. Il cognato di mia nonna si unì per un periodo ad un gruppo di partigiani, ma dopo un po’ se ne andò dai parenti in pianura perchè qualcuno faceva più che altro il gradasso con il mitra in mano che seguire gli ideali che animavano molti. La sua futura moglie – la sorella di mia nonna – faceva la staffetta, ma questa è una novità che mi ha raccontato poco tempo fa mia mamma e che non ho mai saputo.
Insomma, di partigiani veri non c’è stato nessuno, ma tutti condividevano i valori della lotta partigiana. Qui in zona la Resistenza era molto presente, ed erano molto presenti anche i tedeschi: ne sono successe di tutti i colori. La confusione che c’è stata in quel periodo è ancora viva nei ricordi che i vecchi ci hanno tramandato.
C’è chi è pronto a dire che i partigiani ne hanno combinate di tutti i colori, e ci sono storiacce che purtroppo credo proprio siano vere… E di orrori a non finire ci sono ovviamente dall’altra parte.
Come in tutte le cose non c’è il giusto e lo sbagliato, il bianco e il nero, ma una sfaccettatura di realtà che è difficile riassumere in un solo concetto. Mi sono reso conto di cosa sia stata la Resistenza soprattutto dopo aver letto i Piccoli Maestri di Meneghello, e credo che queste quattro righe che mi sono sentito di scrivere oggi sul 25 aprile siano state quanto mai influenzate da quel libro.