Macano ancora due mesi alla Chiamata di Marzo… Mi capita di pensare ogni tanto quanto tempo manca alla prossima Chiamata, perchè si fa ogni due anni e la cadenza biennale è un po’ particolare. Quest’anno è stato uno degli anni no, anno dispari, però ormai ci siamo.
Spiegare cosa sia la Chiamata di Marzo è difficile se non sei nato a Recoaro, si rischia di fare confusione con altre cose. Per me è semplicemente la festa più bella del mondo, non ce n’è altra di uguale. Eppure mi rendo conto che i motivi per cui mi ritrovo ad affermare una cosa del genere sono un po’ diversi dallo spirito con la quale la Chiamata è nata, nella notte dei tempi…
Per i nostri avi “chiamare marzo” era una liberazione, la fine del lungo inverno che allora sulle nostre contrade, con le case di sasso, i pendii impervi e le strade poco praticabili era davvero una stagione molto dura. C’era da chiamare marzo, e la primavera che portava con sè, per liberarsi finalmente dal freddo, dalle giornate corte per ricominciare finalmente a vivere.
La Chiamata di Marzo come l’ho conosciuta io, pur mantenendo qualche riferimeno a questa tradizione, è soprattutto un riscoprire il paese, riscoprirne gli usi, i costumi, i vecchi mestieri, tutto quel passato che si rischia di lasciare alle spalle e dimenticare per sempre. E’ riscoprire non solo le proprie radici ma anche la propria identità, perchè sì la Chiamata di Marzo è un rivitare le tradizioni, ma c’è il paese attuale che deve tirarsi su le maniche per farlo.
Mancano due mesi, ma mi rendo conto che sono pochi, pochissimi. Vorrei invitare tanti amici, fare loro conoscere un po’ cos’è questa strana festa a cui li invito con tanto slancio e con tanta insistenza. Vediamo se sarò capace di farlo attraverso questa pagine.